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I rischi del lavoro a basse temperature

In questi giorni percepiamo sempre di più il freddo visto il periodo dell’anno, così in tema #SicurezzaSulLavoro, diventa necessario valutare anche i rischi aggiuntivi che il lavoro a basse temperature può causare ai lavoratori.

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Prima di tutto è bene chiarire: cosa vuol dire lavorare al freddo?

Non esistono parametri scientifici fissi per definire il freddo. La sensazione del freddo dipende da vari fattori, ma,  in linea generale, si può definire lavoro al freddo quello svolto a temperature inferiori a 15° soprattutto se riguarda lavori sedentari e che implicano minimi movimenti; in queste condizioni la sensazione di disagio percepita dai lavoratori dipende dalle differenze individuali. Di contro, per lavori che si svolgono a temperature inferiori ai 5°, e in particolare per tutte operazioni svolte a temperature sotto lo zero, il rischio che il lavoratore corre è immediato, grave e da valutare con la massima attenzione.

La sensazione del freddo varia inoltre a seconda di una serie di fattori ambientali e di differenze di percezione individuali, per esempio può essere accentuata dal movimento dell’aria (vento freddo) o dal tasso d umidità.

In estrema sintesi può essere considerato un ambiente di lavoro freddo quello in cui la perdita termica è superiore a quella che si osserva abitualmente.

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Che conseguenze per la salute può causare il lavoro in un ambiente freddo?

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Anche per questo aspetto si rilevano molte varianti.

Alcuni danni sono direttamente provocati dall’esposizione al freddo, altri sono conseguenze indirette del lavoro in ambienti freddi. Tra queste ultime per esempio sono diffusissime in questo periodo dell’anno le cadute su ghiaccio o incidenti dovuti alla perdita di sensibilità provocata dal freddo.

I disturbi provocati direttamente dal’esposizione al freddo sono di carattere locale e generale.

A carattere locale il lavoro al freddo può provocare vari disturbi agli arti che vanno dalla semplice perdita di sensibilità a geloni.

A livello generale i rischi sono molto più gravi perché chi lavora al freddo è esposto a  rischio ipotermia, un disturbo per cui l’individuo non è più in grado di regolare la sua temperatura interna e che può aver conseguenze drammatiche quali alterazioni dello stato di coscienza, coma e anche decesso.

Molto diffusi anche tra i lavoratori che lavorano a besse temperature i disturbi all’apparato muscoloscheletrico.

Misure di protezione generali per temperature al di sotto di +15°c 

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Nello svolgimento di lavori al freddo deve essere verificata l’applicazione delle seguenti misure tecniche, organizzative e personali 

Misure tecniche

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Prevedere un riscaldamento locale (raggi infrarossi) e sistemi di aerazione che evitino la formazione di correnti d’aria, spegnere l’aerazione durante le fasi di lavoro in locali freddi, prevedere strumenti di comando maneggevoli e termicamente isolati, superfici sulle quali sedersi e tappetini termicamente isolati, prevedere mezzi di movimentazione con sedile del conducente

riscaldato, coprire le superfici esterne (come ad esempio quelle in metallo, che non isolano dal freddo), fornire una sufficiente illuminazione per garantire un lavoro sicuro, fornire mezzi ausiliari per ridurre i lavori faticosi  (per evitare un’eccessiva sudorazione), ecc.

Si raccomanda prudenza nell’uso di fonti di calore quali radiatori: non creare differenze di temperatura troppo elevate ( distorsione della percezione e disagio termico).

Misure organizzative  

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Osservare i tempi minimi di pausa (da calcolare come tempo di lavoro) e trascorrerli in ambienti termicamente confortevoli, offrire la possibilità di effettuare pause quando il lavoratore ne sente l’esigenza, realizzare locali per la pausa adeguati, alternare le attività al freddo con altre da

svolgersi in locali più caldi, fornire bevande calde, prevedere una formazione di igiene corporale (ad es. pulizia della pelle, lavoro con gli alimenti, etc.), organizzare corsi per i neoassunti, lasciare che sia il datore di lavoro a occuparsi della pulizia dell’abbigliamento protettivo mentre il

lavaggio della biancheria intima termica (ad es. canottiera) spetta al lavoratore.

Evitare di lavorare a lungo in posizioni forzate o statiche.   

Misure personali 

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Il datore di lavoro deve mettere a disposizione, in quantità sufficiente,abbigliamento adeguato che protegga dal freddo e da condizioni atmosferiche avverse.

Quali sono le professioni più a rischio?

Le attività lavorative più rischiose riguardano:

  • Lavori in locali mantenuti a basse temperature;
  • Lavori effettuati all’aperto;
  • Variazioni Climatiche.  Troverai l’ebook gratuito dei I rischi del lavoro a basse temperature qui -> Scarica

Lavori al chiuso o meglio in locali mantenuti a basse temperature

Per i locali nei quali si effettuano attività ripetitive e la temperatura per motivi tecnici è mantenuta pari o inferiore ai +15°C, esistono raccomandazioni di norme specifiche .

In base alla temperatura dell’aria si propone la definizione di livelli di freddo, dei relativi tempi massimi di permanenza e dei tempi minimi di recupero in locali con una temperatura confortevole, così come misure ergonomiche al fine di garantire buone condizioni lavorative.

Il tempo da trascorrere in un ambiente più caldo indicato nella norma è da intendersi come valore indicativo, viene considerato una «regola tecnica riconosciuta» e si basa sull’osservazione dei fattori di rischio.

Tale tempo viene considerato tempo di recupero e vale come tempo di lavoro.

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Lavori all’aperto

A differenza del lavoro al chiuso, il lavoro all’aperto presenta l’ulteriore svantaggio del vento e dell’umidità che aumentano la percezione del freddo e i rischi sul posto di lavoro.

A seconda della temperatura, deve essere verificata la necessità di ulteriori misure di protezione. Rientrano fra queste ad esempio dispositivi di protezione dal vento, tettoie, strutture quali container o capanni, fonti di calore, abbigliamento antivento, fasi di lavoro più brevi con frequenti pause (da contare come tempo di lavoro), sufficiente apporto di liquidi (bevande calde e analcoliche), ecc.

Quale sia la misura più idonea è da decidere di volta in volta in base al tipo di attività fisica da svolgere.

L’abbigliamento giusto permette di ridurre al minimo i pericoli per la salute che potrebbero derivare da un ambiente di lavoro freddo. 

Tuttavia,il raffreddamento della pelle è strettamente legato alla temperatura e alla forza del vento.

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Variazione delle sollecitazioni climatiche – I rischi del lavoro a basse temperature

Frequenti variazioni climatiche e correnti d’aria stancano l’organismo e dovrebbero quindi essere evitate il più possibile. A tal fine si rivelano misure adeguate ad esempio: • per i camion, rampe per il trasbordo di merci dotate di un collegamento adatto a ogni clima; • carrelli elevatori e mezzi di movimentazione con cabina e sedile dell’autista riscaldati e strumenti di comando isolati termicamente. Attenzione, non riscaldare troppo la cabina: una differenza di temperatura troppo elevata tra l’interno e l’esterno è infatti mal sopportata dall’organismo soprattutto in caso di frequente cambio dell’attività. L’abbigliamento deve essere adeguato alla temperatura; • tappetini isolanti e che fungano da ammortizzatori, in particolare per le attività da svolgere sempre nello stesso posto; • pannelli per la protezione da correnti di aria fredda (soprattutto per attività da svolgere sempre nello stesso posto).

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Abbigliamento contro il freddo e condizioni atmosferiche avverse – I rischi del lavoro a basse temperature

Il datore di lavoro deve mettere a disposizione di tutti i lavoratori esposti al freddo un abbigliamento adeguato in dotazione personale (che protegga dal freddo e da condizioni atmosferiche avverse). È molto importante una buona protezione delle parti del capo esposte al freddo.

I lavoratori dovrebbero poter scegliere personalmente l’abbigliamento a loro più adeguato (la percezione del freddo è soggettiva!).

A disposizione di ogni lavoratore devono essere messe diverse paia di scarpe e guanti da lavoro, in modo da garantire sempre un ricambio asciutto.

Le scarpe devono poter prendere aria almeno un giorno intero prima di essere nuovamente indossate. 

I capi d’abbigliamento che non garantiscono più la protezione contro il freddo (ad es. giacca, guanti, protezione per la testa e le orecchie) devono essere sostituiti. 

Gli indumenti devono essere adeguati allo scopo. 

L’abbigliamento per lavorare al freddo presenta, tra l’altro, le seguenti caratteristiche:

  • abbigliamento invernale traspirante;
  • maglieria intima termica

(ad es. microfibra, lana merinos);

  • giacca, cappotto e gilet con elementi catarifrangenti (in caso di scarsa visibilità);
  • tessuti antivento per il lavoro al freddo e all’aperto;
  • guanti protettivi per luoghi freddi delle fasce I e II: si sono rivelati  efficaci i guanti sottili in pile termico con finitura antiscivolo;
  • per le calzature, suole e plantari termici con uno strato di alluminio.

Questi lavoratori devono prendere tutte le precauzioni possibili per limitare l’esposizione al freddo intenso stabilendo opportuni turni di lavoro e adottando i necessari dispositivi di protezione personale.

Tecnici, muratori, agricoltori, trasportatori e molti altri si trovano a lavorare al’estero in inverno con temperature che possono toccare anche il sottozero. Inoltre per questi lavoratori sono esposti a  ulteriori fattori di rischio ambientale quali la presenza di vento, pioggia, neve e ghiaccio. Questi lavoratori devono proteggersi adeguatamente attraverso capi di vestiario adatti che li tengano.

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