Vaccinazione nei luoghi di lavoro: tutte le indicazioni del documento tecnico operativo

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Vaccinazione nei luoghi di lavoro: tutte le indicazioni del documento tecnico operativo

In attuazione delle indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-COV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro, Inail insieme ai Ministeri del Lavoro e della Salute, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e alla struttura di supporto alle attività del commissario straordinario per l’emergenza, fornisce chiarimenti utili per la somministrazione dei vaccini in azienda.

Il documento tecnico operativo chiarisce in particolare i criteri quantitativi e qualitativi cui le Regioni devono attenersi al fine di definire oggettive priorità ed evitare che le scelte compiute in relazione alla disponibilità di vaccini possano apparire arbitrarie. Ecco, dunque una sintesi di tali criteri:

In base al Criterio Quantitativo,permettere la vaccinazione a numeri consistenti di popolazioni lavorative rappresenta un punto rilevante sia in ottica di efficienza dell’attuazione della campagna vaccinale sia di coinvolgimento e solidarietà tra più aziende (ad esempio quelle operanti in uno stesso sito produttivo). Tali iniziative da un lato facilitano l’accesso di piccole aziende che più difficilmente potrebbero organizzare punti vaccinali autonomi, e dall’altro semplificano l’organizzazione stessa anche nell’ottica di velocizzazione della campagna.

In base al Criterio Qualitativo, si richiamano quattro ambiti di valutazione secondo il principio di tutela di chi è a maggior rischio di contagio:

  • classificazione del rischio secondo i parametri di esposizione, prossimità e aggregazione di cui al Documento tecnico dell’INAIL approvato dal CTS il 9 aprile 2020;
  • dati del monitoraggio delle denunce di infortunio da COVID-19, aggiornate periodicamente dall’INAIL;
  • dati del monitoraggio epidemiologico, con particolare riferimento all’analisi dei focolai nei contesti produttivi rilevati territorialmente da Regioni e Province autonome;
  • evidenze scientifiche disponibili in tema di rischio contagio nei contesti lavorativi.

Il documento offre inoltre un’analisi combinata del rischio nei diversi settori lavorativi identificati sulla base della classificazione ATECO. Tale classificazione organizza i diversi settori in tre macro-gruppi secondo l’ordine di priorità (nella lettura dei dati va tenuto in considerazione che l’aggregazione in macro-settori produttivi, può non evidenziare alcune specificità di contesto relative allo specifico tessuto produttivo).

Dalle tabelle (consultabili qui) emerge che nei 27 settori considerati più a rischio sono impiegati oltre 11 milioni di lavoratori di cui più di 6,8 milioni devono ancora essere immunizzati.

In ultimo, il documento contiene in allegato il modulo da compilare utile per la presentazione del Piano di Vaccinazione Aziendale al quale le imprese possono aderire sia singolarmente sia in forma aggregata.

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Fonti:


FORMAZIONE SICURIMPRESA