CONOSCERE IL RISCHIO – STRESS TERMICO

Vaccinazione contro Covid le prime indicazioni Aifa
3 Gennaio 2021
Infortuni e malattie: quali sono le responsabilità del datore di lavoro?
5 Gennaio 2021

CONOSCERE IL RISCHIO – STRESS TERMICO

Nell’accezione generale con il termine “microclima” si intende una gamma di parametri fisici che caratterizzano gli ambienti di vita e di lavoro, e che determinano il “benessere termico” delle persone; se questi non sono rispettati si porta il lavoratore a Stress Termico che grava sul rischio della propria salute e sicurezza sul lavoro.

Le condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro possono essere diverse in funzione di:

  • ciclo produttivo (produzioni legate a temperature particolari);
  • caratteristiche ambientali (lavori in sotterraneo, in altura, ecc.);
  • caratteristiche strutturali dei luoghi di lavoro (materiali costruttivi, loro proprietà termiche, ecc.);
  • impianti utilizzati per controllare le condizioni climatiche (ventilatori, condizionatori, ecc.).

Gli attuali obblighi normativi prevedono la tutela del benessere del lavoratore in senso globale, considerando anche gli aspetti di tipo “ergonomico” e di STRESS TERMICO , che influiscono sul benessere psicofisico.

Gli ambienti severi si differenziano sostanzialmente da quelli moderati, nei quali si indagano le condizioni di comfort termico, che influenzano la performance lavorativa; negli ambienti severi (caldi e freddi) le condizioni climatiche possono compromettere, anche pesantemente, la salute dei lavoratori.

In tali ambienti il sistema di termoregolazione dell’organismo umano è sottoposto ad un impegno gravoso al fine di mantenere il necessario equilibrio termico STRESS TERMICO  (omeotermia).

Accanto al controllo dei parametri termo-igrometrici ambientali e dei parametri soggettivi dell’individuo (metabolismo e indice del vestiario) è importante la conoscenza dei meccanismi fisiologici della termoregolazione e della loro continuità con le patologie da alte e basse temperature.

Le condizioni microclimatiche estreme di tali ambienti possono essere dovute ad ineludibili esigenze produttive (vicinanza a forni ceramici o fusori, accesso a celle frigo o in ambienti legati alla catena del freddo nel settore alimentare) od alle condizioni climatiche esterne per le lavorazioni effettuate all’aperto (in agricoltura, nei cantieri all’aperto, nella realizzazione e manutenzione delle strade).

  • Lavori pesanti in ambienti severi caldi sottopongono il sistema cardiovascolare a notevoli condizioni di sforzo, che possono causare il cosiddetto colpo di calore.  
  • Per gli ambienti severi freddi il rischio è rappresentato dal possibile insorgere di uno stato di ipotermia STRESS TERMICO , che può determinare anche conseguenze letali.

Gli articoli di legge che riguardano le condizioni microclimatiche,  variano in  riferimento a tutti gli ambienti di lavoro (d.lgs. 81/2008) e ad alcuni ambienti particolari, relativi ai lavori in sotterraneo (d.p.r. 320/1956; gallerie, caverne, pozzi, etc.) e alle miniere e cave (d.p.r. 128/1959).

Ambienti severi freddi – Prevenzione e protezione (DPI)

Per un’efficace azione di prevenzione in ambienti caratterizzati da microclima severo freddo sono rappresentati da:

  • impegno fisico richiesto dall’attività svolta;
  • caratteristiche termiche del vestiario;
  • mezzi di protezione;
  • numero e durata dei turni di lavoro;
  • condizioni dell’ambiente operativo;
  • condizioni dell’ambiente di riposo.

Fra gli interventi possibili è certamente prioritaria un’azione di informazione e formazione per rendere i lavoratori in grado di conoscere ed evitare i rischi connessi al microclima severo freddo. Negli ambienti freddi, si consiglia di contrastare lo scambio termico uomo-ambiente con il vestiario e con i dispositivi di protezione individuale (DPI); è necessario fornire ai lavoratori indumenti isolanti idonei.

FORMAZIONE SICURIMPRESA