IL PRIMO SOCCORSO: DESIGNAZIONE, NOMINA E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI

BANDO “Inail Sisma” ordinanza n.31 del 07/12/2018
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IL PRIMO SOCCORSO: DESIGNAZIONE, NOMINA E FORMAZIONE DEGLI ADDETTI

 

Roma, 21 Novembre – Abbiamo visto in queste settimane, attraverso la presentazione del nuovo documento Inail “Il primo soccorso nei luoghi di lavoro”, elaborato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, come la normativa vigente (D. Lgs. 81/2008, Decreto del Ministero della Salute 15 luglio 2003, n. 388, …) conferisca al primo soccorso un ruolo importante nel sistema aziendale di gestione della salute e sicurezza. E per rendere efficace questo sistema la normativa obbliga i datori di lavoro non solo a organizzare un idoneo piano di emergenza, ma anche a designare e formare gli addetti al primo soccorso.
Per approfondire il tema dell’organizzazione aziendale del primo soccorso e della designazione degli addetti, possiamo tornare a fare riferimento al nuovo documento Inail, a cura di Bruno Papaleo, Giovanna Cangiano, Sara Calicchia e Mariangela De Rosa (Inail, Dimeila).
Nel documento si sottolinea che, con riferimento a quanto richiesto dall’articolo 18 del D. Lgs. 81/2008, il datore di lavoro deve designare gli addetti al primo soccorso “tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell’azienda o della unità produttiva”, i quali successivamente “devono essere formati con istruzione teorica e pratica per l’attuazione delle misure di primo intervento interno e per l’attivazione degli interventi di pronto soccorso” (art. 3 d.m. salute 388/2003). Inoltre la formazione “è svolta da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del servizio sanitario nazionale (SSN). Nello svolgimento della parte pratica il medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale specializzato”.
I contenuti minimi dei corsi di formazione per gli addetti sono poi descritti negli Allegati 3 e 4 del d.m. salute 388/2003 e sono “modulati in base all’appartenenza delle aziende/unità produttive ai gruppi A, B e C” (secondo l’art. 1 del DM 388/2003). Tuttavia, oltre ai contenuti minimi, “devono essere trattati anche i rischi specifici dell’attività svolta”. E con riferimento a quanto è contenuto nell’art. 3 del DM 388/2003 (“la formazione dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico”) è “obbligatorio il retraining almeno con cadenza triennale”.

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