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Gli Eventi Raccontano – MOG 231 Obbligatorio in azienda?

Partendo dalla premessa che in caso di commissione di uno dei reati presupposto indicati nel D.Lgs. 231/01 si procede con l’applicazione delle sanzioni e provvedimenti in esso previsti, l’adozione di un Modello Organizzativo Gestionale (MOG) non è obbligatoria e resta un atto volontario e discrezionale dell’Impresa. Tuttavia, una recente sentenza della Corte di cassazione [n. 9132 del 12 Gennaio 2017] ha messo in luce alcune contraddizioni della norma che però hanno permesso di approfondire la questione “Il MOG 231 è obbligatorio?”   

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LA VICENDA 

La vicenda processuale ha ad oggetto la violazione delle disposizioni relative alla corretta gestione della documentazione, riguardante i rifiuti gestiti dall’Impresa.

Entrando nello specifico, agli amministratori ed all’impresa venivano attribuite le seguenti omissioni:

  • mancata conservazione presso l’impianto dei referti analitici dei rifiuti afferibili alla stessa;
  • mancata verifica dei rifiuti in ingresso necessaria per la corretta catalogazione degli stessi;
  • mancata conservazione dei registri di carico e scarico presso l’impianto;
  • mancata apposizione di idonea segnaletica presso i silos contenenti i rifiuti.

Mentre all’Impresa si contestava l’illecito amministrativo dipendente da reato, ex articolo 25-undecies del DLgs 231/2001, in quanto aveva reso possibile la consumazione, nel proprio interesse, del reato sopra indicato a causa dell’assenza di un Modello Organizzativo Gestionale riguardante:

  • le procedure da adottare per il rispetto degli adempimenti in materia ambientale;
  • le prassi operativo-decisionali da adottare per la designazione di un organo di controllo e vigilanza sulla corretta esecuzione dei piani.

Quello che viene da chiedersi è: ma non era un atto volontario l’adozione di un MOG ai sensi del DLgs. 231/01?


 LA SENTENZA

La Corte di Cassazione attribuisce diverse responsabilità ai vertici aziendali relativi alla scorretta gestione dei rifiuti.

  • I reati ambientali, oggetto di imputazione, sono relativi ai disposti indicati nell’art. 178 del Testo Unico Ambientale (di seguito TUA). 
  • Ma non basta per la cassazione, l’incriminazione legata all’art. 178 del TUA non fa altro che sottolineare quegli aspetti gestiti dai Modelli Organizzativi quali l’adozione di misure preventive alla commissione del reato, l’efficace attuazione delle stesse.

LA NOVITÀ’ di CASSAZIONE STA PROPRIO QUI – La Corte Suprema ha inteso punire un illecito amministrativo causato da un evidente difetto organizzativo che ha permesso, se non addirittura agevolato, la commissione di uno dei reati presupposto contemplati dall’art. 25 undecies del DLgs. 231/01.

Seppur l’adozione di tale Modello Organizzativo Gestionale (MOG) resta un atto volontario dell’impresa, la sentenza ne riconosce in maniera ufficiale il suo valore quale strumento necessario ed efficace per la prevenzione dei cosiddetti reati presupposto.


IN CONCLUSIONE

In ambito antinfortunistico, risulta chiaro ed espresso dall’art. 30 del DLgs. 81/08 quali sono gli strumenti utili per garantire l’Efficacia Esimente in caso di commissione di reato, ossia l’adozione di un MOG 231/01 e di un Sistema di Gestione conforme alle Linee Guida UNI INAIL o al BS OHSAS 18001.

Negli altri ambiti di applicazione previsti dal DLgs. 231/01, quali quello ambientale ad oggi risultava meno chiaro quale potesse essere lo strumento per garantire l’efficacia esimente. Il Modello Organizzativo ai sensi del DLgs. 231/01 è strumento utile per prevenire qualsiasi reato contemplato nel testo di legge.

La sentenza in esame, mette in risalto che l’impresa che decide di non predisporre un Modello Organizzativo Gestionale, si assume il rischio che nel caso di commissione di uno dei reati presupposto possa essere incriminata di un’omissione da cui scaturisce l’illecito, per cui agevola la commissione del reato.

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