Arrivano i nuovi Registri Rifiuti 2020
5 Ottobre 2020
2020 – elenco incentivi imprese per l’imprenditoria
6 Ottobre 2020

Materiali edili di risulta collocati in area recintata: sono rifiuti?

 

Categoria Rifiuti Cass. Pen. Sez. VII17/07/2020 – n. 21289

Un bene diventa rifiuto ex art. 183 co. 1 lett. a) del D.L.vo 152/2006 al verificarsi della circostanza del “disfarsi” e non è di certo la recinzione o la chiusura dell’area sulla quale sono stati sversati i rifiuti ad escludere la volontà di disfarsene, la quale va al contrario improntata al criterio oggettivo della destinazione naturale del bene all’abbandono, ossia dalla circostanza che si tratti di una superficie fino a poco tempo prima del tutto intatta, benché da tempo sostanzialmente abbandonata, e dall’accumularsi del materiale ivi riversato nel tempo.  (Nel caso di specie, l’imputato trasportava e collocava materiali edili di risulta in un’area ubicata nei pressi di una pineta, vicina alla propria abitazione, delimitata da un cancello chiuso con lucchetto.)  

Gli eventi raccontano la sentenza

La sentenza in epigrafe indicata il Tribunale di Torre Annunziata ha condannato G. G. alla pena di 15.000,00 euro di ammenda ritenendolo responsabile del reato di cui all’art. 256 d. Igs. 152/2006 per aver ripetutamente effettuato attività di trasporto di rifiuti, costituiti da materiali edili di risulta, in un’area ubicata nei pressi di una pineta nelle immediate adiacenze di abitati chiusa da un cancello.

Il lavoratore di fronte alla corte non contesta affatto il trasporto da parte propria nell’area dei materiali edili, ma sostiene, invece, che gli stessi non potessero essere considerati “rifiuti”, non risultando che di tali oggetti egli intendesse disfarsi, ma soltanto depositare temporaneamente nel terreno, per il quale aveva chiuso con tanto di catena e lucchetto.

La cassazione precisa che:

1- al riguardo chiarito che la nozione di rifiuto, desumibile dalla formulazione dell’art. 183, comma 1, lett. a), del testo unico attualmente vigente, comprende “qualsiasi sostanza o oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’allegato A alla parte quarta del presente decreto e di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi.” Sicché, per la relativa definizione deve farsi esclusivo riferimento al concetto di abbandono, utilizzato dal legislatore nella disposizione citata.

2- non dimentica il riferimento:

  • danno di natura ambientale legato alla dislocazione dell’area nei pressi di una pineta e nelle immediate vicinanze di agglomerati abitativi, 
  • alla quantità dei rifiuti trasportati dall’imputato e non già a quelli presenti sul medesimo fondo, con ciò dando conto, nel corretto esercizio del proprio potere discrezionale, degli elementi evidenzianti la gravità del reato in forza dei quali ha ritenuto di discostarsi dai minimi edittali previsti per la contravvenzione ascrittagli. 

La sentenza della Corte ha dunque rilevato che, non sussistono elementi per ritenere che “la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità” all’esito del ricorso consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., l‘onere delle spese del procedimento, nonché quello del versamento di una somma, in favore della Cassa delle Ammende, equitativamente fissata come in dispositivo.

 

Se devi gestire piccoli o grandi rifiuti contattaci tramite lo sportello ambientale grauito, prepareremo carte e moduli insieme per tutelare il tuo lavoro e l’ambiente

[contact-form-7 404 "Non trovato"]

 

FORMAZIONE SICURIMPRESA