La tutela degli ambienti confinanti nelle Aziende Vinicole

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La tutela degli ambienti confinanti nelle Aziende Vinicole

In tema di promozione ed assistenza alle imprese, la stesura e la diffusione di buone prassi, quali riferimenti per la valutazione e la gestione di rischi specifici, costituiscono parte integrante delle strategie adottate per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. La rilevanza è avvenuta in tema del settore vitivinicolo per il verificarsi di gravissimi infortuni causati dall’esposizione a gas asfissianti nelle cantine hanno indirizzato gli attori della prevenzione del territorio verso la ricerca di soluzioni tecniche e procedurali al fine di evitare tali eventi.

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Le Istituzioni in collaborazione con le Aziende vinicole e le Associazioni di Categoria, attraverso la realizzazione del progetto ”Linee operative per la gestione della problematica degli spazi confinati o a rischio inquinamento nelle cantine vitivinicole”, ex art. 7 del D.Lgs 81/08. Scarica il pdf guida qui

La valutazione per gli ambienti a sospetto di inquinamento o confinati

I rischi chimici e i gas asfissianti

Riguardo ai rischi chimici si segnala poi che “la fermentazione tumultuosa del mosto ottenuto dalle uve produce notevoli quantità di anidride carbonica che, se non allontanate, possono determinare rilevante inquinamento in locali chiusi”.

Inoltre l’anidride solforosa, “utilizzata principalmente per le proprietà antiossigeno e per l’azione selettiva nei confronti dei lieviti, in quanto più pesante dell’aria tende ad accumularsi verso il basso. Secondo le concentrazioni e le modalità di impiego può essere tossica o irritante”.

Si indica poi che al termine dell’operazione di svinatura, “l’estrazione delle vinacce dai fermentini non dotati di raschiatore di fondo automatico, può comportare l’introduzione dei lavoratori nei vasi per effettuare un’adeguata pulizia, con conseguente esposizione a vapori etilici ed a CO2”. E l’azoto e l’argon utilizzati per il controllo della ossidazione lenta “possono costituire pericolo elevato per i lavoratori in quanto gas asfissianti”.

Soprattutto ricordiamo che nella valutazione il datore di lavoro deve dunque tener conto “di tutte le circostanze in cui i lavoratori possono trovarsi ad operare”.

 I rischi e le misure di prevenzione

  • Lavoro in ambienti confinati. Esposizione a gas asfissianti ( anidride carbonica, azoto, argon): “Aerazione naturale – ventilazione forzata. Rilevatori di ossigeno. Operatore assistito. Rigide procedure di accesso. Formazione e DPI per interventi in caso di emergenza;
  • Attrezzature a pressione: Omologazione ANCCISPESL o Certificazione CE;
  • Attrezzature di sollevamento > 200 kg: Omologazione ENPIISPESL/ INAIL o Certificazione CE;
  • Impianti elettrici e protez. scariche atmosferiche: Verifiche periodiche. Dichiarazione di conformità. Verifiche periodiche;
  • Impianti termici – acqua calda: Omologazione ANCC ISPESL/INAIL (Pot. > 34 kW.) Verifiche periodiche (Pot. > 116 kW);
  • Cadute dall’alto o in profondità: Parapetti fissi con fascia fermapiede. Scale fisse con gradini stabili e antiscivolo, scale con pianerottolo. Scale portatili con appositi ganci e basi antiscivolo. Cinture di sicurezza/ imbracature;
  • Contatto con organi in movimento: Griglie metalliche o altri ripari fissi. Ripari mobili dotati di dispositivi di interblocco e fotocellule per blocco organi lavoratori. Pulsantiere ad impulsi ‘uomo presente’. Arresto di emergenza;
  • Cadute su pavimenti: Pavimenti e calzature antiscivolo. Corretta disposizione di tubi e cavi;
  • Caduta/esplosione di bombole: Adeguato stoccaggio. Movimentazione con carrelli. Protezione testata;
  • Movimentazione manuale carichi: Uso di carrelli, altri ausili, adeguata formazione;
  • Rumore: Pannelli fonoisolanti/fonoassorbenti. Schermi. Manutenzione. Cuffie/tappi;
  • Esposizione ad agenti chimici: Consultare schede di sicurezza;
  • Impiego di silice libera cristallina: Ricerca di soluzioni alternative a basso rischio d’impiego. Rigorose procedure di igiene e di lavoro”.

Si sottolinea poi che nel processo di valutazione è necessario dedicare particolare attenzione “all’eventuale presenza di gas quali anidride carbonica, azoto, argon e relativo rischio di asfissia”.

COME SVOLGERE UN PROCESSO DI VALUTAZIONE? CONTATTA I NOSTRI TECNICI

Riportiamo dal documento uno schema relativo allo sviluppo di anidride carbonica e all’utilizzo di gas tecnici in cantina:

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