Il primo soccorso dei lavori in quota

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Il primo soccorso dei lavori in quota

Quando si parla di lavoro in quota ci si riferisce ad attività lavorative svolte a più di due metri di altezza rispetto ad un piano stabile (art. 107 D.Lgs. 81/2008).

In questi casi, il pericolo di infortuni può aumentare notevolmente e gli interventi di primo soccorso possono risultare molto più complessi.

Come approfondito nel documento Inail “Il primo soccorso nei lavori in quota”, Il maggior rischio è rappresentato dalle cadute dall’alto e i traumi principali possono riguardare un utilizzo errato del sistema di arresto caduta, l’impatto contro degli ostacoli, traumi della colonna vertebrale e degli organi interni.

È fondamentale una preventiva valutazione dei rischi e l’utilizzo di adeguati Dispositivi di protezione individuali (DPI).

Gli interventi di primo soccorso devono essere effettuati repentinamente e gli addetti devono essere formati anche sui rischi specifici e sulle varie procedure di recupero del lavoratore infortunato.

RISCHI PER LA SALUTE 

Traumi I traumi derivanti da cadute dall’alto possono essere causati principalmente da:

– impatto contro ostacoli;

– effetto pendolo e conseguente urto contro ostacoli; 

– decelerazioni rapide impresse dal sistema di arresto caduta;

– errato utilizzo del sistema di arresto caduta. 

Oltre ai traumi alla colonna vertebrale, ulteriori traumi derivanti da una caduta possono essere a carico degli organi interni a causa della loro inerzia durante l’arresto: la colonna vertebrale è trattenuta dalla massa muscolare, ma cuore, polmoni, intestino e gli altri organi formano un insieme libero di muoversi e risultano per questo più influenzati dagli effetti derivanti da decelerazioni rapide. 

Ad esempio a Dicembre, le ditte incaricate dei lavori per la collocazione o la rimozione di addobbi per Natale o delle cosidette “luminarie” nelle vie cittadine, sono tenute a rispettare le norme di sicurezza sul lavoro e il regolamento comunale di polizia urbana.

L’ art. 110 del Regolamento esecutivo del Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza (TULPS) prescrive l’obbligo di una licenza “per la costruzione di impianti provvisori elettrici per straordinarie illuminazioni pubbliche (le luminarie, appunto, ndr), in occasione di festività civili o religiose o in qualsiasi altra contingenza. La licenza non può essere rilasciata a chi non dimostri la propria capacità tecnica con qualunque mezzo ritenuto idoneo dall’autorità di pubblica sicurezza”.

Con riferimento alla sicurezza dei lavoratori addetti a questo tipo di attività, che devono essere abilitati all’installazione di impianti mediante l’uso di una piattaforma aerea semovente, è fatto obbligo di dotare gli stessi dei DPI contro i rischi da caduta, abiti da lavoro contro le intemperie, guanti, scarpe, casco.

I rischi legati alla collocazione e rimozione degli addobbi e delle luminarie sono:

  • Il lavoro in quota (“attivita’ lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile” – art 4 del DLgs 235/2003);
  • la scossa elettrica;
  • la movimentazione manuale dei carichi;
  • la circolazione stradale nelle prossimità del cantiere di lavoro.

 

Seguire sempre le linee guida internazionali per gli interventi di primo soccorso rappresentano uno strumento necessario per avere una sequenza base da adattare a seconda delle emergenze.

Scaricate qui la guida Inail gratuita

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