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Proposta di Legge – Green pass obbligatorio per tutti da metà ottobre: controlli, sanzioni e smart working

Proposta di Legge – Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori da metà ottobre per entrare negli uffici e nelle fabbriche, sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza o per guidare autobus e taxi, bisognerà essere vaccinati almeno con la prima dose da 14 giorni, essere guariti nei precedenti nove mesi oppure avere un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Il nuovo decreto potrebbe prevedere che i lavoratori non possano entrare nella sede di lavoro senza certificazione a partire dai settori:

Dipendenti pubblici e sanitari comprese le RSA
Enti e società pubblici, culturali, previdenziali, le Federazioni sportive.
Tribunali e studi
Locali pubblici: La lista comprende bar e ristoranti per la consumazione al tavolo al chiuso, palestre, piscine, cinema, teatri, musei, sale giochi.
I mezzi di trasporto: Certificazione verde anche per chi lavora a bordo di quei mezzi di trasporto dove già è obbligatorio per i viaggiatori — treni a lunga percorrenza, navi, traghetti e aerei — ma anche bus, metropolitane e taxi.

Controlli & Sanzioni

È stato chiarito che i ristoratori e i titolari delle altre attività sono obbligati a chiedere il green pass pbbligatorio ai clienti, ma non il documento d’identità. Dovranno invece farlo «quando si manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione».

Quali sono le sanzioni?

A – Chi viene trovato senza green pass obbligatorio nei contesti richiesti, rischia la multa da 400 a 1.000 euro.
B – Per chi falsifica i dati (ad esempio la data di effettuazione del tampone, oppure quella del certificato di guarigione) può scattare la denuncia.
C – Il gestore del locale che non controlla il possesso del green pass rischia la multa da 400 a 1.000 euro e in caso di violazione reiterata per tre volte in tre giorni diversi, «l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni».

Lo smart working può essere una via d’uscita per permettere di continuare a lavorare?
In linea teorica sì.  E’ una decisione aziendale che deve essere legata alle esigenze produttive della realtà imprenditoriale inoltre questa dovrà assicurare la sicurezza per il lavoratore in smart working.

Con il green pass servono ancora i protocolli di salute e sicurezza in azienda?
Sì. Il protocollo condiviso del 6 aprile dello scorso anno tra le parti sociali resta ad oggi l’arma istituzionale efficace per contrastare il contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e nelle occasioni citate nel protocollo.

Fonti: Corriere della sera Articoli 1Corriere della sera Articoli 2

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