Gestire la Prenzione Incendi, il caso Notre Dame e la combinazione Legno, vento e altezza…

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Gestire la Prenzione Incendi, il caso Notre Dame e la combinazione Legno, vento e altezza…

Notre Dame il più discusso incendio della storia del nostro 2019, dopo il divampante evento i controlli più approfonditi di queste settimane hanno permesso di avere un quadro completo di quanto accaduto e delle condizioni delle Cattedrale. Un cantiere molto grande che avvolge uno degli inestimabili strutture storiche, dalle perizie e ipotesi, proprio l’impalcatura usata per i lavori di restauro avrebbe innescato l’origine di incendio. Molte sono le parti che son bruciate tra cui la guglia alta 45 metri, e due terzi della copertura lignea originaria.

Vediamo insieme dopo aver letto giornali e speciali (trovere sotto l’articolo le fonti citate) cosa è successo analizzando l’evento solo nelle questioni tecniche legate alla sicurezza antincendio e strutturale dell’edificio storico.

ANALIZZANDO SUBITO LA PROTEZIONE ATTIVA INCENDI ovvero l’insieme delle misure di protezione che richiedono l’azione di un uomo  finalizzate alla precoce rilevazione dell’incendio, all’interno della struttura non era stata pensata. Nessuna delle cinque società, che operano sotto la responsabilità della soprintendenza architettonica dei monumenti storici e dello Stato, iniziando il cantiere, ha pensato ai termini sulla sicurezza all’interno del cantiere mobile.

ANALIZZANDO LA PROTEZIONE PASSIVA DELLA STRUTTURA parliamo dell’insieme di tutte quelle misure di protezione automatiche, che hanno come obiettivo la limitazione degli effetti dell’incendio nello spazio e nel tempo, all’interno Notre Dame non ne era sprovvista ma aveva un piccolo impianto di prevenzione incendio ma che non era sufficiente per i volumi dell’area stimata (come spiegano il corriere della sera e il sole 24 ore citandoli: Notre-Dame, sistema antincendio «rudimentale»)

Quindi la combinazione dell’innesco di fuoco avrebbe poi trovato attorno a sé il combustibile il legno secco e l’alta quota ha creato con l’aria il comburente propizio l’ossigeno per lo sviluppo delle fiamme. L’intervento è avvenuto a propagazione estesa, tentando dall’esterno con i getti d’acqua di abbassare la temperatura ed evitare sempre di più una sua propagazione.

Moltissimo chiedono: Cosa si poteva fare?

L’incendio è una combustione non controllata, nello spazio e nel tempo…. La nascita e lo sviluppo di un incendio dipende da moltissimi fattori, nei casi reali questi si possono combinare tra loro in modo caotico ed imprevedibile. Pur trattandosi di un fenomeno chimico –fisico, l’incendio non si può affrontare con metodi deterministici. Nel progetto antincendio si può quindi solo tentare di ridurne l’insorgenza e limitarne le conseguenze.

Moltissime sono ancora le perizie e i controlli in atto per documentare e capire sempre più a fondo le dinamiche mancanti che han fatto si che il bene storico e architettonico subisse gravi danni.

FONTI STUDIATE:

https://www.corriere.it/esteri/19_aprile_16/incendio-notre-dame-indagini-canadair-sistemi-anti-incendio-cantiere-cosa-sappiamo-cosa-no-7c4decee-6023-11e9-b055-81271c93d411.shtml?refresh_ce-cp

https://www.huffingtonpost.it/2019/04/16/il-sistema-antincendio-di-notre-dame-era-obsoleto-lallarme-3-anni-fa-in-uno-studio-italiano_a_23712449/

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-04-16/notre-dame-sistema-anticendio-rudimentale-uno-studio-italiano-l-allarme-inascoltato-083215.shtml?utm_medium=FBSole24Ore&utm_source=Facebook#Echobox=1555400241

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