Gestione Rifiuti Inerti:il nuovo decreto

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Gestione Rifiuti Inerti:il nuovo decreto

End Of Waste inerti: Pubblicato il decreto per la cessazione della qualifica di rifiuto  e dal 4 novembre scorso è entrato in vigore il Regolamento End of Waste per la gestione rifiuti inerti da costruzione e demolizione e di altri rifiuti di origine minerale e nello specifico sottolinea:

  • quali sono i rifiuti interessati;
  • i criteri di conformità per la cessazione di qualifica di rifiuto;
  • gli scopi specifici di utilizzabilità (es. realizzazione di recuperi ambientali, sottofondi stradali, ferroviari, aeroportuali, ecc);
  • gli obblighi documentali. Richiedi informazioni per la tua azienda 

L’operatività del decreto scatterà a sei mesi dell’entrata in vigore, vale a dire dal 3 maggio 2023, data entro la quale gli impianti esistenti dovranno presentare all’autorità competente un’istanza per l’aggiornamento della propria autorizzazione al recupero dei rifiuti inerti.

Cosa cambia in merito di gestione rifiuti inerti

Il Regolamento End of Waste, stabilisce i “criteri specifici” 

1- Allegato 1 sono elencati i rifiuti ammessi, (8 tipi di rifiuti inerti prodotti da attività di costruzione e demolizione, e 10 tipi di rifiuti inerti di origine come mattoni e mattonelle, scarti di ghiaia o sabbia).

Qui ci sono le guide per le specifiche verifiche da effettuare sui rifiuti in ingresso all’impianto, le modalità di deposito dei materiali e le specifiche delle operazioni di lavorazione da svolgere, i controlli da svolgere sui materiali ottenuti attraverso le operazioni di recupero al fine di accertare la conformità ai relativi requisiti di qualità e della successiva redazione delle dichiarazioni di conformità dell’aggregato riciclato prodotto secondo il modello di cui all’Allegato – Richiedi qui informazioni

2- Allegato 2 campi di utilizzo possibili per i materiali ottenuti con le operazioni di recupero. ( come il riutilizzo tramite recuperi ambientali in calcestruzzo per la realizzazione di sottofondi per infrastrutture stradali – ferroviarie – aeroportuali, riempimenti.)Richiedi qui informazioni

3- L’Articolo 6 del decreto stabilisce che le organizzazioni che gestiscono gli impianti di recupero di rifiuti inerti debbano essere certificate ai sensi della norma ISO 9001 e che il sistema di gestione comprenda le procedure per il controllo operativo atte ad assicurare la conformità del processo di recupero.

Quali sono rifiuti inerti?

Possono essere: sabbia, ghiaia, argilla espansa, vermiculite e perlite, quindi conglomerati cementizi, calcinacci, macerie, conglomerati bituminosi, cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, intonaci e tutti i residui di lavorazione non pericolosi che provengono da azioni di demolizione o da cantieri edili. Questi rifiuti vengono quindi definiti “aggregato recuperato perché :

  • non si dissolvono;
  • non bruciano;
  • non sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche;
  • non sono biodegradabili;
  • in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi che possano provocare inquinamento ambientale o danni alla salute umana.

I nostri consigli per le aziende produttori di aggregato recuperato. Richiedi qui informazioni

Ricordarsi di redigere per ogni lotto di aggregato recuperato prodotto (quantitativo non superiore ai 3.000 metri cubi di aggregato recuperato),il modulo – Richiedi qui informazioni

Conservazione per 5 anni un campione di aggregato recuperato prelevato e documenti associati.

Dotarsi di un sistema per il controllo di accettazione dei rifiuti, volto a verificare che questi corrispondano alle caratteristiche. Richiedi qui informazioni allo sportello ambientale gratuito

SicurImpresa può sostenerti nell’ottenere la tua certificazione ambientale UNI EN ISO 14001, rilasciata da un’organizzazione accreditata ai sensi della normativa vigente. Richiedi informazioni e prezzi.