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Falsi attestati di formazione sicurezza

Il fenomeno degli attestati sicurezza falsi è in continua crescita.

L’obbligo di formazione sicurezza è avvertito spesso come un costo e un impedimento alle attività normali aziendali. Alcuni commettono l’errore di acquistare attestati falsi, credendo di risparmiare tempo e denaro.

È opportuno ricordare che in casi del genere, il datore di lavoro e chi ha prodotto il certificato falso, incorre in responsabilità penale.

Oltre all’acquisto di attestati di formazione fasulli, ci si può anche imbattere in attestati copiati. In questo caso, bisogna controllare il numero dell’attestato con l’ente che l’ha emesso. Se i dati anagrafici non corrispondono allora si tratta di un falso.

ATTESTATI FALSI: COSA RISCHIA IL DATORE DI LAVORO?

Il datore di lavoro che accetta dei falsi attestati sulla Sicurezza sul Lavoro rischia:

  • l’arresto fino a quattro mesi e l’ammenda oltre cinque mila euro per violazione dell’obbligo di formazione. Se la violazione riguarda più di 5 lavoratori gli importi sono raddoppiati, mentre se riguarda più di 10 lavoratori, gli importi sono triplicati;
  • di essere denunciato alle autorità territorialmente competenti per il reato di falsità ideologica. La responsabilità per la condotta antigiuridica del falso è a carico di chi ha presentato la certificazione alle autorità (datore di lavoro o suo delegato) e di chi ha prodotto materialmente il falso;
  • di essere denunciato per il reato di lesioni colpose o omicidio colposo a seconda che da un eventuale infortunio derivi una malattia o la morte del lavoratore. In questa ipotesi eventuali enti assicurativi e previdenziali possono rivalersi contro il datore di lavoro per il risarcimento dei danni riconosciuti al lavoratore.

In ogni caso, le autorità competenti (organi di vigilanza e magistratura) possono richiedere all’organismo che ha emesso l’attestato, copia della documentazione obbligatoria per l’emissione della certificazione del percorso formativo.

DANNI PROVOCATI DA FALSI ATTESTATI FORMAZIONE SICUREZZA

La pratica di richiedere e accettare un attestato sulla sicurezza falso provoca un danno:

  • Ai lavoratori, che non ricevendo una formazione adeguata possono adottare una serie di comportamenti non idonei con il rischio di causare incidenti anche mortali;
  • all’immagine dell’azienda, sia percepita da parte dei lavoratori, che da parte dei clienti e fornitori;
  • a tutto il settore professionale della Formazione Sicurezza sul Lavoro, in quanto crea l’idea di un ambito non serio, dove basta imbrogliare.

COME DISTINGUERE UN ATTESTATO FALSO DA UNO VERO

• denominazione dell’ente che ha erogato il corso di formazione;

• dati del partecipante (nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale);

• normativa di riferimento che richiede l’obbligo di formazione;

• tipologia di corso seguito;

• durata del corso;

• periodo di svolgimento;

• firma del responsabile;

• numero dell’attestato;

• eventuale QR code (non indispensabile).

In generale, la presenza dei suddetti elementi permette una prima scrematura, ai fini d’identificare un attestato sicurezza falso.


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