Cosa sapere e cosa fare quando si apre un’impresa

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Cosa sapere e cosa fare quando si apre un’impresa

Nel momento in cui si decide di aprire un’attività è necessario scegliere la tipologia più adatta alle proprie esigenze. Tra gli aspetti da considerare va valutato ad esempio se l’attività viene svolta da più persone, e si intende tutelare la propria azienda e i propri dipendenti con la forma giuridica giusta. Per farlo, spesso, può essere utile farsi consigliare da un’azienda specializzata, ma vediamo quali sono le varie necessità sotto il profilo organizzativo, e responsabile e degli scopi da raggiungere, per tutelare la società di persone e la società di capitali.

La valutazione dei rischi: cos’è e perché è importante

Il Testo Unico ha in particolare introdotto il tema della valutazione dei rischi come “adempimento di assoluta centralità”, e che “deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”.

Cosa si intende?

La valutazione dei rischi è uno degli obblighi principali di ogni Datore di Lavoro e per effettuare la valutazione dei rischi di una realtà lavorativa occorre individuare tutti i pericoli connessi all’attività svolta e quantificare il rischio, ossia la probabilità che ciascun pericolo si tramuti in danno, tenuto conto dell’entità del potenziale danno.

Come risultato di questa valutazione riaffiora il documento di valutazione dei rischi (DVR) che deve per l’appunto formalizzare quanto si è appreso sul rischio connesso all’azienda e ai lavoratori.

Questo documento deve avere una data e deve contenere:

  • la relazione sulla valutazione dei rischi, in cui vengano precisati i criteri usati per valutarla
  • l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e i dispositivi di protezione che vengono adottati;
  • l‘indicazione delle misure di prevenzione e protezione attuate e i dispositivi di prevenzione attuati;
  • il programma delle misure che dovranno migliorare nel tempo i livelli di sicurezza così come
    le procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, insieme ai ruoli all’interno dell’azienda di chi se ne deve occupare. Queste possono essere solo persone che hanno adeguate competenze e poteri. Va da sé che il semplice lavoratore non può fare nulla in merito;
  • l’indicazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici e per le quali è richiesta capacità professionale, esperienza specifica, formazione adeguata e addestramento.

Chi se ne deve occupare?

Il DVR è sotto responsabilità diretta del datore di lavoro che non può esimersi. Questo non vuol dire che deve essere lui a redigerlo perché non è detto abbia le competenze ad hoc.

Può rivolgersi a degli esperti, anzi il Testo Unico prevede che tale documento sia redatto in collaborazione con il Responsabile dell’ SPP (Servizio di prevenzione e protezione), il medico competente (ove necessario) e con la consultazione del Rappresentante per la Sicurezza dei lavoratori (RLS).

Tramite questo coordinamento tecnico il DVR deve essere comunicato dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza in maniera tempestiva anche quando ci sono aggiornamenti

Cosa succede se il datore di lavoro non rispetta i suoi doveri? Così come altri soggetti responsabili?

Ci sono diversi tipi di illeciti, tra cui quelli penali come i reati di omicidio colposo e le lesioni personali colpose. Nel primo caso è prevista la reclusione dai 2 ai 7 anni e nel secondo da 3 mesi a un anno o multa da 500 a 2mila euro. Le pene si inaspriscono se si è verificata la morte o la lesione di più persone.

L’inadempimento di obblighi di natura formale viene invece punito con sanzioni amministrative, le sanzioni vanno da da 2.192,00 a 4.384,00 euro.

Inoltre le sanzioni vengono distinte dal punto di vista della soggettività ossia di chi è responsabile di quello che è successo: datore di lavoro, dirigente, preposto ecc…

Più che però puntare sulle sanzioni, tramite la prescrizione per la violazione di carattere penale e la diffida per gli illeciti di natura amministrativa, si cerca di venire incontro al datore di lavoro e di dare alle aziende il tempo di mettersi in regola.

Anche i lavoratori hanno degli obblighi?

Anche il lavoratore può essere punito se appunto non rispetta tali obblighi con multe che vanno dai 50 ai 600 euro, ma questo succede raramente: di solito si procede con un richiamo o una segnalazione. Il Testo Unico comunque prevede che il ruolo del lavoratore sia particolarmente attivo, sempre ammesso che sia in condizioni di poterlo essere.

  • collaborare con il datore di lavoro e osserva gli obblighi per la tutela e sicurezza sul lavoro
  • rispettare le norme e le istruzioni che il datore di lavoro fornisce in materia di protezione
  • usare in modo adeguato attrezzature, macchinari, sostanze tossiche, dispositivi di sicurezza, mezzi di trasporto
  • non agire autonomamente in operazioni o manovre che comportano rischi
  • partecipare ai programmi di formazione.

Quanto tempo ho per redigere il DVR? 

Una delle domande più frequenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro riguarda, senz’altro, i termini, entro cui il datore di lavoro deve produrre il Documento di Valutazione dei Rischi. Il metodo migliore per rispondere adeguatamente a tale quesito è, sicuramente, quello di fare ricorso alla normativa.

Le indicazioni relative alla tempistica per l’elaborazione e l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi vengono riportate negli articoli 28 e 29 del D.Lgs. 81/08.

“In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività” dandone immediata comunicazione al RLS.

Quanto costa effettuare la valutazione dei rischi e l’elaborazione del DVR?

Il costo di SicurImpresa in tutta la gestione del DVR è a partire da somme basse per piccole attività di basso rischio.

A quale sanzione incorre il Datore di Lavoro che non effettua la valutazione dei rischi?

La mancata valutazione dei rischi da parte del Datore di Lavoro è sanzionabile con arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da € 2.500 a € 6.400.

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