Il corretto smaltimento dei rifiuti ai tempi del Covid-19

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Il corretto smaltimento dei rifiuti ai tempi del Covid-19

Come si devono smaltire i rifiuti che potrebbero essere stati contaminati dal Covid-19?

In questo periodo sono molteplici i provvedimenti pubblicati per dare indicazioni, in generale a tutti i cittadini, alle aziende e, in particolare, agli addetti delle ditte specializzate in smaltimento e raccolta dei rifiuti.

Tutte queste circolari e linee guida non riportano indicazioni pratiche e operative su come si devono comportare le aziende, anche se in assenza di persone infette, con i rifiuti derivanti da D.P.I utilizzati per la protezione da COVID-19, nei luoghi dove non sia possibile rispettare il distanziamento sociale o anche solo i rifiuti prodotti da carta asciugamani e fazzoletti di carta.

Quello che consigliamo è utilizzare la buona prassi di destinare dei bidoni di raccolta chiusi, possibilmente apribili a pedale e di smaltire tutto come rifiuti indifferenziati.

Ideale sarebbe mettere 2 sacchetti l’uno dentro l’altro e dare indicazione agli addetti alle pulizie di svuotare i bidoni con una frequenza maggiore, di non schiacciarli e chiuderli con nastro adesivo avendo cura di maneggiarli il meno possibile. È bene inoltre effettuare periodicamente la pulizia delle superfici, usando una maggiore cautela nello smaltire i residui delle soluzioni di lavaggio. Questi ultimi vanno classificati come rifiuti ed etichettati ai sensi della normativa vigente in materia, utilizzando dei contenitori dedicati per evitare che più persone possano accedervi, nel caso di codici CER già in uso presso l’azienda.

Per completenzza, pubblichiamo le indicazioni e normative pubblicate recentemente in materia e inerenti il trattamento dei rifiuti prodotti per contatto con personale sanitario, con persone in quarantena preventiva o perché risultati positivi a COVID-19:

  • Il 22 febbraio, il Ministero della Salute ha emanato la circolare n. 5443 che riporta le istruzioni sulla sanificazione degli ambienti sia ospedalieri che non, laddove siano stati riscontrati casi positivi al COVID-19. Tra di esse si fa specifico riferimento ai rifiuti come “materiale infetto categoria B (UN3291)”, per quelli venuti in contatto con personale infetto;
  • Il 12 marzo, l’Istituto Superiore di Sanità ha fornito delle raccomandazioni per la gestione dei rifiuti urbani da parte sia per i soggetti positivi che non positivi al tampone ma in quarantena obbligatoria e per gli operatori che si occupano della raccolta e smaltimento. Tutti i rifiuti derivanti da contatto con occhi, naso e bocca (fazzoletti di carta, teli di carta, guanti e così via) possono essere fonte di trasmissione di contagio e devono essere trattati in modo particolare. Nello specifico devono essere considerati rifiuti indifferenziati e posti in 2 sacchetti uno all’interno dell’altro, chiusi con guanti monouso e non schiacciati. Il conferimento nei cassonetti deve essere inoltre frequente.
  • Il 19 marzo, l’ISPRA ha dato indicazioni su come effettuare una corretta disinfezione delle aree esterne, quali marciapiedi e strade, sottolineando al contempo anche l’esigenza di smaltire i rifiuti prodotti per questa attività come rifiuti speciali, così classificati quindi ai fini dello smaltimento.
  • Il 23 marzo, il Consiglio SNPA, tenendo contro delle indicazioni fornite dall’I.S.S., ha specificato che i rifiuti urbani contenenti fazzoletti, teli monouso, mascherine e/o guanti provenienti da utenze dove risiedono soggetti risultati positivi al COVID-19 o in quarantena devono essere classificati con il codice CER 200301 (rifiuti non differenziati). Questi dovranno essere inviati senza alcun trattamento preliminare ad incenerimento o a trattamento meccanico biologico garantendone la sterilizzazione. Agli addetti ai lavori si raccomanda di evitare il più possibile la manipolazione.
    Ulteriori problematiche inerenti il settore, in particolar modo nel ciclo di gestione dei rifiuti urbani, derivano dai fanghi generati dal trattamento delle acque reflue nonché per i rifiuti generati dagli impianti produttivi. Purtroppo il nostro territorio nazionale è privo di destinazioni per queste specifiche tipologie di rifiuti che, fino a prima dell’emergenza, venivano gestite con spedizione extra-frontaliera.
  • Il 28 marzo, il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato una nuova Circolare ministeriale recante “Criticità nella gestione dei rifiuti per effetto dell’Emergenza COVID 19 – indicazioni” proponendo disposizioni e deroghe alle regole di trattamento e stoccaggio dei rifiuti a causa dell’emergenza epidemiologica e del notevole aumento di rifiuti indifferenziati causati dalla stessa.
  • Molte regioni stanno dando indicazioni indipendenti, tramite Determina Regionali, di come trattare e gestire i rifiuti provenienti da utenze domestiche ove sono presenti persone risultate positive a COVID-19. Spetta al Comune di appartenenza organizzare un servizio personalizzato con azienda specializzata per l’invio all’incenerimento senza trattamenti preliminari.

Ricordiamo alcune delle norme e dei documenti che in questi mesi sono intervenuti sul tema della gestione rifiuti:

  • il Decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 che è stato convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e che riporta (art. 113) la proroga di alcuni adempimenti relativi alla normativa ambientale e amplia (art. 113-bis) termini e quantità previsti dal Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);
  • un documento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) recante “ Prime indicazioni generali per la gestione dei rifiuti – emergenza CoViD-19”;
  • i Rapporti dell’Istituto Superiore di sanità, ad esempio il Rapporto n. 3/2020 che riporta “Indicazioni ad interim per la gestione dei rifiuti urbani in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus Sars-Cov-2” e che è stato aggiornato il 31 maggio (l’Istituto è intervenuto anche sulla gestione e smaltimento di mascherine, guanti e DPI);
  • il documento della Commissione Europea del 14 aprile e dal titolo “ Waste management in the context of the coronavirus crisis”.

 

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