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Caduta del Piano – Valutazione dei Rischi

In Italia le cadute in piano rappresentano la terza causa d’infortunio di tutti i comparti produttivi con circa il 15% di tutti gli infortuni di cui sono note le cause.
Inoltre, le cadute in piano “causano infortuni anche gravi nei lavoratori con una durata media di assenze di 38 giorni, durata superata soltanto da quelle dovute alle cadute dall’alto e dagli infortuni per impiglio/aggancio (rispettivamente, di 47 e 49 giorni)”.

Dal documento emanato dall’Inail 2021, si evince che il rischio di caduta in piano da scivolamento “rappresenta oggi un rischio normato dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i., che il datore di lavoro è obbligato a valutare, per identificare adeguate misure di miglioramento”.

Cosa scatta a seguito di gravi infortuni o in presenza di situazioni di pericolo grave ed immediato?

La sospensione dei lavori in cantiere si attua in caso di pericolo grave e imminente mediante redazione di verbale.

La valutazione del rischio, nella pratica corrente, viene condotta solo negli ambienti in cui il pericolo di caduta è riconosciuto come rischio specifico (e porta in genere alla prescrizione di calzature con suola antiscivolo).

Tuttavia, scivolamento e slittamento sul pavimento sono in realtà fattori di rischio che riguardano potenzialmente tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori di un’azienda, ma anche visitatori e persone esterne, alle quali deve essere sempre garantita l’accessibilità ai locali in sicurezza.

Criteri e obblighi per la Valutazione del rischio caduta in piano

Gli standard riconosciuti dagli organismi internazionali di normazione possono essere distinti in base:

  • classificazione delle superfici;
  • valutazione del rischio di scivolamento;
  • definizione dei requisiti per le superfici di camminamento.
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