Attrezzature e Macchine. Cosa fare in caso di non marcatura CE?

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Attrezzature e Macchine. Cosa fare in caso di non marcatura CE?

Come è noto, in tutte le aziende, ci sono necessariamente delle attrezzature, dei macchinari e/o degli impianti per la fabbricazione dei prodotti/merci, questi strumenti operativi non possono essere usati se non hanno una serie di requisiti essenziali di sicurezza (res), previsti dalla direttiva macchine 89/392/ce.

La verifica di conformità delle macchine non marcate CE è un obbligo a carico del datore di lavoro, chiaramente indicato nell’art. 70 comma 2 del titolo iii del d.lgs. 81/2008 (che regola il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza sul lavoro).

Gli interventi di adeguamento devono essere effettuati da ditte specializzate che possono comprovare la loro competenza (idoneità tecnico-professionale), anche mediante specifica iscrizione alla C.C.I.A.A.

Come stabilito dalla normativa, la presenza di merci pericolose, e la natura del pericolo connesso, devono essere adeguatamente segnalate tramite specifiche etichette o placche unificate presenti sul veicolo, in modo da permettere un’immediata identificazione del tipo di pericolo (ADR 5.2).

Inoltre, andranno esposti anche pannelli rettangolari di colore arancione, che possono essere di semplice segnalazione del pericolo oppure di identificazione specifica dello stesso (ADR 5.3).

  • Anche se non previsto, in modo esplicito dalla normativa, è sempre consigliabile che il datore di lavoro faccia redigere da professionisti qualificati una valutazione dei rischi finalizzata all’adeguamento. Ciò a garanzia del datore di lavoro su cui, in ogni caso, ricade la responsabilità.
  • L’adeguamento deve comprendere anche l’aggiornamento della documentazione tecnica a corredo delle macchine, quale ad esempio: gli schemi elettrici, gli schemi pneumatici, il libretto d’uso e di manutenzione ecc.
  • Qualora una macchina fosse sprovvista di libretto d’uso e manutenzione non è obbligatorio ricostruirlo integralmente, ma è necessario predisporre schede tecniche/procedure o istruzioni operative nelle quali siano riportate le norme comportamentali e le misure di sicurezza che gli operatori debbono rispettare durante l’uso della stessa
  • Formare i propri dipendenti sull’utilizzo di attrezzature e procedure di soccorso
  • In caso di vendita, dovrà essere rilasciata apposita dichiarazione di conformità che certifichi la rispondenza ai requisiti di sicurezza.  Solo se viene data in permuta non è necessario assolvere a tale adempimento che, in questo caso, ricade su chi la riceve.
  • Qualora venga ceduta per la rottamazione il cedente dovrà assicurarsi che la ditta cessionaria sia autorizzata allo smaltimento dei rifiuti. Non è possibile vendere una macchina non adeguata o come rottame utilizzando clausole del tipo “vista e piaciuta”, le quali non esonerano il venditore dalle proprie responsabilità.

Se pensiamo di poter operare senza attivare tali normative le sanzioni attivabili da un sopralluogo di vigilanza sono:

  • Sanzioni al datore di lavoro nel caso riscontrino la presenza di macchine non conformi e sprovviste dei dispositivi di protezione e quindi non marcate ce. La sanzione prevista dalla normativa è l’arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro e il dirigente.
  • In caso di gravi inadempienze, i funzionari possono mettere sotto sequestro l’attrezzatura o macchinario, fintantoché non si sia concluso il procedimento penale o pagata la sanzione, previo adeguamento dell’attrezzatura.
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