Gli Eventi Raccontano..Il caso di due strutture con certificati Antincendio Falsi

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Gli Eventi Raccontano..Il caso di due strutture con certificati Antincendio Falsi

Riportiamo oggi la Corte di Cassazione – Penale, Sez.V, – Sentenza n. 15035 del 13 aprile 2011 –  dove la cassazione ha attestato che il certificato di prevenzione incendi era fasullo.

Nella cassazione studiata da olympus,  che penalizza la società, e il dirigente che lavorava nei due immobili di balneazione, dopo gli accertamenti si notano mancanze e violazioni d’obbligo normativo delle strutture come:

gli impianti elettrici, precari ed amovibili (su quelle stesse spiagge il mattino dovevano svolgersi le consuete attività di balneazione e ristorazione) ma entrambi presentavano la mancanza di uscite di sicurezza e di altri accorgimenti a tutela della incolumità.

Ciò spiega quanto sia rischioso presenta documentazione e Cerificati Antincendio Falsi.

Riportiamo commentati dai nostri tecnici, i Fatti di Diritto successi in aula di Cassazione:

1.- Per quanto qui interessa, con sentenza del Tribunale di Sanremo del 2 ottobre 2007 S.D., dirigente amministrativo dell’Ufficio Commercio del Comune di Bordighera, veniva ritenuto responsabile dei reati di falso per soppressione e falso in atto pubblico; D.G. e D.F., proprietari di due stabilimenti balneari in ***, venivano ritenuti responsabili, in concorso con il geometra V.D., del reato di falso in certificato ex art. 481 c.p..

Secondo l’ipotesi di accusa il S. aveva soppresso due provvedimenti da lui stesso emessi l’8 luglio 2005, con cui intimava ai D. di produrre entro tre giorni il certificato di prevenzione incendi per due locali da loro gestiti, contestualmente disponendo l’immediata sospensione dell’efficacia delle autorizzazioni a suo tempo rilasciate per lo svolgimento in quei locali di trattenimenti danzanti; aveva poi sostituito detti atti con due provvedimenti datati 11 luglio 2005, ai quali aveva attribuito lo stesso numero di protocollo dei documenti soppressi, con cui non veniva più disposta la sospensione della validità delle autorizzazioni, ma si chiedeva ai D. solo la produzione di “ogni altra documentazione attestante il rispetto delle vigenti disposizioni in materia di prevenzione incendi”.

Ai due D. era invece contestato di aver istigato il geometra V.D. a certificare che negli stabilimenti balneari ***, ove i locali da destinare ad intrattenimenti danzanti erano siti, erano state rispettate tutte le prescrizioni in tema di sicurezza ed incolumità pubblica.

In particolare, i D. deducono vizio di motivazione per inadeguata valutazione dei fatti, atteso che, contrariamente a quanto avevano ritenuto i giudici del merito, gli spazi ove dovevano svolgersi le feste danzanti non erano chiusi e circoscritti da mura, perché erano stati ricavati sul bagnasciuga e non avevano perciò pareti e finestre.

Quanto agli impianti elettrici, erano precari ed amovibili per il motivo che su quelle stesse spiagge il mattino dovevano svolgersi le consuete attività di balneazione e ristorazione: la mancanza di uscite di sicurezza e di altri accorgimenti a tutela della incolumità degli avventori era perciò priva di senso e rilevanza.

L’attestato del geometra V. – non ricorrente – concerneva poi a loro dire solo la generica attitudine degli spazi di cui s’è detto all’utilizzazione per lo svolgimento di trattenimenti danzanti, a prescindere dalla concreta ed effettiva attuazione del progetto, che necessitava del successivo nulla osta dei Vigili del Fuoco, e non vi era comunque stata proprio per i ripetuti controlli indotti dai reiterati esposti di un concorrente; del resto a loro avviso non potevano essere ritenuti responsabili di quanto il tecnico aveva scritto nella sua relazione, che si erano limitati a commissionare.

A D.G. e D.F., che sono coloro che hanno poi ricorso in Cassazione, “era invece contestato di aver istigato il geometra V.D. a certificare che negli stabilimenti balneari…, ove i locali da destinare ad intrattenimenti danzanti erano siti, erano state rispettate tutte le prescrizioni in tema di sicurezza ed incolumità pubblica.”

 

La Corte rigetta il ricorso e condanna ciascuno dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Leggi l’intera cassazione qui (FONTE OLYMPUS)

https://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4965:cassazione-penale-sez-5-13-aprile-2011-n-15035-certificato-di-prevenzione-incendi-e-falsita&catid=17:cassazione-penale&Itemid=60

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